giovedì 9 luglio 2015

Meglio rivedere Denzel Washington


Alcuni film appaiono varie volte sulle TV nazionali. Troppe? Evidentemente qualcuno preferisce vedere per la terza volta "Indovina chi viene a cena" o per la quinta "Via col vento" piuttosto che esplorare discutibili novità. Capita anche a me. Anche a me ieri con "Philadelphia". Ottimo film di impegno civile come di frequente nella cinematografia Usa. La storia di un impegno civile contro la discriminazione e la stupidità feroce. Storia di un avvocato gay (Tom Hanks) ammalato di Aids e perciò licenziato. E storia dell'avvocato (Denzel Washington) che lo difende e vince. Non è un capolavoro forse, ma ho deciso di rivederlo, per quarta volta almeno. Anzi, pensavo che mi sarei limitato a rivedere la scena più intensa. Di una intensità straordinaria. Quella in cui Hanks coinvolge Washington nell'ascolto dell'area "la mamma morta" di Andrea Chenier, nell'interpretazione insuperata di Maria Callas. Hanks che accompagna l'aria e spiega a un Washington non avvezzo a quel mondo e a quell'arte. Lo stupore di Washington come davanti ad una rivelazione: la rilevazione dell'arte e di un mondo sconosciuto. Leggo quella "illuminazione" come una critica implicita alle nostre pigrizie e ai confini ridotti in cui viviamo la nostra vita. Straordinario anche il pathos del ritorno a casa e l'accudire il proprio bimbo, come riscoprendolo vivo e riscoprendo la vita, e l'abbraccio alla moglie dormiente. Non so bene cosa proponessero gli altri canali. Sicuramente c'era Paragone, Santanché e gente così. Meglio Denzel Washington. Per la quarta volta. https://www.youtube.com/watch?v=Ga70BNJfTWs