sabato 9 gennaio 2016

A proposito di Colonia ed altro: dare senso alle parole


Un post per litigare un po' su facebook può dire dei fatti di Colonia. E proseguire con la tiritera sui barbari, islamici e immigrati. Metterli al muro o contenere l'immigrazione e variazioni sul tema. Oppure un post, di opposto orientamento, può dire della vigilessa romana che ieri ha rischiato lo stupro. E poi, a sorpresa rilevare che l'aspirante stupratore non era libico o siriano, ma di Torre del Greco. Si può proseguire col ricordare gli stupri occulti nelle famiglie italiane e variazioni sul tema. Allora? Dico la mia. Presa Diretta l'altro giorno ha ricordato gli stupri al Cairo nella piazza affollata che festeggiava la caduta di Mubarak. A spese di donne evolute che credevano alla rivoluzione avvenuta. Ad opera di uomini repressi cui non pareva vero di approfittare della confusione e della libertà femminile. Giudizi razzisti? Mettiamo a posto cose e concetti. Razzismo è credere che nel dna etnico sia implicito un destino e una vocazione, alla violenza o alla pace o a qualunque altra cosa. Razzismo non è credere che nell'anno del signore 2016 un arabo, un musulmano o un nero immigrato possano più facilmente essere indotti a rubare o stuprare per mille ragioni culturali e sociali. I più non lo faranno. Ma i meno che lo faranno oggi saranno percentualmente più numerosi dei bianchi, cittadini variamente integrati. Se cammino a tarda sera per le strade di Ostia e scorgo venirmi incontro un gruppo di "stranieri" il mio sano pregiudizio mi fa essere più accorto di quanto non avvenga se incontro un gruppo di ragazzi nostrani. Che poi magari mi sferreranno un cazzotto in faccia come è di moda da un po' nella movida romana. Non è razzismo comunque credere all'evidenza dei numeri, delle percentuali e della storia. E' razzismo credere che sarà sempre così. E' razzismo escludere che domani gli incivili saranno i nostri figli dopo decenni di buona scuola (?), di paghette elargite per pagarsi birrette e slot machine, di inoccupazione e di modelli lassisti. Quindi razzista è Salvini che vuole l'albergo pagato all'italiano potenziale stupratore della vigilessa e non all'immigrato che rischia la vita per sventare una rapina o per salvare un italiano che rischia di annegare. Non io che trasalisco se di notte incontro figure nere. Non io che trasalisco ancor più se faccio l'incontro ad Ostia Ponente dove fu ammazzato Pasolini. Perché io sono preparato ad imparare fra qualche anno a trasalire scorgendo di notte venirmi incontro dei brutti ceffi bianchi, frutti di un'epoca che perse il dono dell'intelletto.