domenica 23 novembre 2014

Scalfari, Renzi e Francesco


Leggendo Scalfari oggi, mi accorgo di tre cose. La prima è che avverto una sincerità estrema che forse è il frutto della sua età di ultranovantenne e della lontananza progressiva dalla politica politicante. La seconda è che il suo pensiero guarda sempre più a sinistra piuttosto che al laicismo liberal. La terza è che mi accorgo che dice quello che ieri pensavo anch’io leggendo la lettera di Renzi a Repubblica. Scalfari infatti dice di condividere quella lettera. Anch’io l’ho condivisa. E mi sono detto: “Magari Renzi agisse coerentemente con quanto scrive”. Vedo che un po’ tutta l’opposizione entro il PD condivide o non contesta la lettera. Renzi rassicura che il PD non gli appartiene. Che non risponde al vero che il PD abbia un solo uomo al comando. Scalfari obietta che sarebbe bello fosse così, ma non è così. E sulle riforme Scalfari obietta ciò che inutilmente continuano ad obiettare “conservatori “ veri o presunti . Che non basta riformare perché si può anche riformare peggiorando le cose. Poi osserva che quel poco che si è fatto è pessimo. Quel poco è il fatidico bonus con il quale – dice Scalfari – si sono sprecati 10 miliardi che avrebbero potuto avere impieghi assai più utili. L’ultimo Scalfari è assai vicino a Francesco. Lo cita nel corpo dell’articolo sul tema delle nuove povertà. Poiché neanche a me piace essere solo, mi riempiono di conforto le parole con cui Francesco mette molto concretamente o molto ideologicamente (ma è la stessa cosa perché il contrario di “concreto” è dire parole inutili, non formulare principi o “ideologie”) contesta le responsabilità sulle povertà. La povertà che noi combatteremmo solo quando ci saranno i soldi. Ma la mancanza dei soldi è solo l’alibi per la nostra indifferenza di Narcisi. Traduco così: non ci saranno mai soldi per combattere la povertà, se prima di dare un tetto al povero sembrerà normale assicurare la terza casa al ricco; se prima di liberare il povero con quel che serve per liberarlo, dovremo fare 100 porti turistici che danno lavoro e bla, bla, bla. Se non cambia il nostro sguardo sul mondo non si vincerà mai la guerra contro la povertà. Altro che soldi…. http://www.repubblica.it/politica/2014/11/23/news/le_nuove_povert_c...