sabato 20 dicembre 2014

Archivio rossodemocratico: Ballarò e le due culture


Televisione:Ballarò e le due culture post pubblicato in diario, il 16 dicembre 2009 Ieri, 15 dicembre, a Ballarò un Floris meno timido del solito. Alla Gelmini che obietta a Rodotà di essere uomo di sinistra, Floris, sorridente: "E' una malattia?" 1) Alla Gelmini che risponde a Floris con una domanda "Pensa che basti spendere di più nella scuola per migliorarne la qualità?" Floris replica con altra domanda "Ministro, pensa che basti spendere di meno per migliorarne la qualità?" 2) 1) Lo scambio dialettico è sintomatico delle due culture, su alcuni piani assolutamente opposte, che oggi si affrontano. Per la destra la collocazione a sinistra è "contronatura". Politica é sinonimo di faziosità. Il magistrato iscritto a Magistratura Democratica é di sinistra, comunista e fazioso. Non può essere obiettivo. Intollerabile è altresì che un magistrato vada in televisione o esponga una tesi politica. Il magistrato non deve avere opinioni politiche ( cioè deve essere uno stupido?). O magari può averle, ma deve tenerle riservate e private, come la sessualità e le funzioni corporali. Perché la politica è una cosa sporca? Qui si evidenzia il frequente cortocircuito fra destra e qualunquismo. Per la destra in buona fede le opinioni espresse da un magistrato o (da un giornalista) di destra non sono parziali o "politiche", sono la rappresentazione obiettiva e naturale della realtà. Per un democratico l'orientamento politico é un diritto (ed un dovere civico, nel senso di attenzione alla polis) e non può entrare in conflitto con il dovere di imparzialità, nel senso di attenzione al prossimo - chiunque sia - e alla verità - comunque si manifesti. Vale per il magistrato, come per il giornalista, come per il chirurgo. 2) La critica ai tagli ed alla non riforma della destra, nulla toglie al bisogno di un'autocritica a sinistra per una politica della scuola troppo appiattita sulle posizioni del sindacato. Forte é invece la necessità di innovare nel sistema di istruzione, università e formazione in termini di valutazione (dei docenti e degli studenti), di nuovi obiettivi formativi e di spostamento di risorse nel comparto, per esempio verso la formazione permanente e degli adulti.