lunedì 30 gennaio 2017

Futili pensieri dopo pranzo


Cerco di trovare le parole per dire la conclusione cui sono arrivato da qualche tempo. Penso che a nessuno di noi (o forse solo a pochissimi) interessi di contribuire a risolvere i problemi del mondo. Perché dovremmo? Cosa ce ne viene? Al più ci interessa risolvere i nostri personali problemi e quelli dei pochi che incidono direttamente nel nostro angolo di felicità . Se la nostra azione migliorasse il mondo non lo sapremmo mai. Troppe forze, troppe variabili sono in campo per capire l'effetto della nostra presenza nel mondo. E se anche potessimo averne certezza positiva, eguale certezza non avrebbero quelli che ci giudicano. Infatti non c'è leader nella storia che abbia ricevuto unanime stima e consenso. Credo anche che tutti i leader la pensino in fondo come me. L'unica cosa che conta per loro e per tutti è essere amati. Anche producendo disastri, comunque attribuibili ad altri e ad altro. Peraltro la nostra capacità di autoingannamento ci libererà facilmente dal fastidio del tribunale della coscienza. In tal senso credo nella “buona fede” di Trump, di Salvini, di Grillo, di Renzi e di tutti quelli che ci conducono al disastro. Avanti allora con slide e tweet, avanti con gli insulti. Piacciamo così.