giovedì 3 agosto 2017

Il coraggio dell'eresia


Ieri a "In onda" ho ascoltato per qualche minuto Cuperlo. Non ha detto cose straordinare. Mi è successo però di avvertire che sentiva intensamente quanto stava dicendo. Quando ha detto più o meno: "La sinistra storica ha subito una sconfitta ma non ha saputo farne l'occasione per ripensare le classi, i bisogni, i valori cui prima si riferiva. Occorre ripensarli anche col coraggio dell'eresia". Si potrebbe rispondere a Cuperlo che Renzi ha avuto il coraggio dell'eresia. E' riuscito a dire addirittura che la sinistra è Marchionne. Sarebbe una risposta sbagliata però perché Cuperlo parlava di una sinistra che dovrebbe trasformarsi non diventando destra, ma restando sinistra. O diventando sinistra vera, direi io. Ho la strana certezza che Cuperlo avesse in mente eresie necessarie per diventare sinistra vera e vincente. Ma non potesse enunciarle per timore di finire fuori gioco. Chissà se i miei amici di sinistra hanno eresie da proporre. E' più facile farlo se non si è in prima linea. Io provo ad enunciarne qualcuna. 1. Disoccupazione consentita zero. 2. Sequestri per chi viola il principio della funzione sociale dell'impresa. 3. Reddito universale garantito. 4. Eguali tutele per l'impiego pubblico e privato. 5. Libertà e flessibilità nelle carriere lavorative, ascendenti, orizzontali e discendenti. 6. Progressività spinta e tassa di successione severa. 7. Rapporto massimo consentito di 1/10 fra più pagato e meno pagato (non domani, ma con chiara direzione di marcia). 8. Sistema di istruzione permanente ( per lavoratori, genitori, nonni, etc. ) più che obbligo scolastico 9). Responsabilità verso i posteri (no inquinamento, no debito). 10. Responsabilità verso chi fugge guerra e fame, con battaglia per condividerne il peso fra Paesi fortunati.
P.S. Non mi direi cuperliano. Sono più attento alle idee che ai personaggi.