venerdì 18 settembre 2015

Il cadavere da dimenticare


L'evento che più mi atterrisce oggi è quello della scoperta di una dimenticata, ex insegnante in pensione, nata a Siracusa e residente a Roma (per coincidenza proprio come me), di nome Maria Carmela Rapisarda (nome e cognome familiari per me inevitabilmente) trovata morta nel suo appartamento condominiale. Trovata morta con un ritardo di due anni. In un condominio peraltro abitato da uomini dell'ordine e da medici, compreso il medico della povera signora "dimenticata". E il sospetto angosciante che non tanto non ci sia accorti di nulla, ma che si sia preferito non accorgersi, non capire, anche con i segnali vistosi di un corpo in decomposizione da due anni. Così siamo diventati? Pare di sì. La notizia è del tutto coerente con precedenti notizie corredate di foto di bagnanti sulla spiaggia accanto al cadavere coperto da un telo. Su questo non ci saranno sessioni parlamentari né clamori. Perché le risposte, ammesso che vogliamo cercarle, sarebbero risposte lente che non fanno audience.Avvierebbero processi lunghi. La politica oggi sceglie tutt'altro. Sceglie i calci al televisore guasto (e anche a quello funzionante, talvolta) per esibire efficienza e velocità. Dicono che sono queste le cose che contano. Occuparsi della solitudine, della vita e della morte è da perdenti e noioso. Domani, quando la politica si dividerà sulle cose serie, avremo uno schieramento che si impegnerà nella lotta alla solitudine, con strategie urbanistiche, sociali, fiscali. Lo schieramento opposto giudicherà costosa e buonista tale politica e proporrà la buona morte per i solitari o magari per i sessantenni. Col vantaggio di grandi economie di bilancio. Sarà un bel dibattito. Finalmente su temi seri.