mercoledì 16 settembre 2015

La destra che fa la sinistra. E viceversa


LA DESTRA CHE FA LA SINISTRA E VICEVERSA A di Martedì ieri. Ma ormai ovunque. Un'amica si soprende (o si turba) per gli applausi a Salvini in studio. Ma quasi quasi lo avrei applaudito anch'io. Salvini dice cose sacrosante. Con i 10 miliardi annui che si spendono per il bonus a chi ha un lavoro si sarebbe risposto ampiamente al dramma vero degli esodati senza pensione e senza lavoro. Cosa obiettare? Nulla. Su questo e non solo su questo - ahimé! - il PD e il governo sono destra e Salvini è sinistra. Egualmente quando qualcuno di Forza Italia ricorda che le pensioni minime furono elevate dal governo Berlusconi. Quello fu un provvedimento di sinistra. Non particolarmente coraggioso o avanzato, ma di sinistra. Non lo fu e non lo è la soppressione realizzata o ora annunciata della tassa sulla prima casa, una delle molte cose che accomunano Renzi a Berlusconi. Fare l'occhialino ai benestanti col pretesto che giovare ai ricchi gioverà ai poveri: rilancio dell'edilizia, nuove inutili case, ancora cemento che darà occupazione al prezzo di future tragedie da territorio dissestato. Questo è destra. E' sinistra il salario di cittadinanza illustrato da Paola Taverna, un po' confusamente e nervosamente. Si tratta di assistenza? L'assistenza è di sinistra se non è rassegnata. Se non rinuncia cioè a preparare le persone al lavoro e al protagonismo. C'è anche questo in effetti nelle proposte M5S e in altre: salario di cittadinanza con impegno alla formazione e al lavoro socialmente utile. Purtroppo in M5S c'è anche la fobia (e il calcolo) leghista avverso agli immigrati. E non c'è sinistra difendibile se la giustizia è solo nazionale. Mi spiace un pochino invece sentire Susanna Camusso contestare i pensionamenti senili con il pessimo argomento che toglierebbero opportunità ai giovani. Questo è populismo neo-luddista: ritenere che il lavoro sia un dato, un privilegio, una torta da dividere. Per la "mia" sinistra il lavoro è invece per definizione inesauribile perché inesauribili sono i bisogni umani. Chiedere allo scienziato che sta per trovare un vaccino prezioso di farsi da parte per dare spazio ai giovani è una stupidità propria di un pensiero malato. Come chiedere all'ottantenne Woodi Allen di smettere di far cinema. Non è stupido invece ed è di sinistra la libertà di lasciare il lavoro per chi svolge un lavoro sgradito e pesante, se non riusciamo a proporgli alternative. Insomma, cerco di dare che una nuova sinistra che sia vincente perché radicale, convincente e sostenibile, dovrà spazzare miti stanchi della vecchia sinistra e avere il coraggio di utilizzare proposizioni della destra, assemblati in nuove narrazioni.