giovedì 19 maggio 2016

Pannella e la sinistra

Pannella è fra i pochi di cui si può dire che il suo impegno ha reso migliore l'Italia. Altri, protagonisti come lui, l'hanno resa peggiore. Per altri la complessità delle interazioni della storia fanno difficile dire se il saldo sia positivo o negativo. Non ho mai votato i radicali. Pannella però, coi suoi radicali, ha promosso e vinto battaglie che altrimenti nessun altro avrebbe promosso: vincendo sul divorzio e sull'aborto, o accendendo almeno i riflettori su battaglie come quella contro la pena di morte o, l'eutanasia. Su altre battaglie nessuno avrebbe messo la firma nell'Italia populista e forcaiola: quella per i diritti dei detenuti, ad esempio. Non votavo i radicali perché le battaglie per i diritti civili non erano il mio primo obiettivo, stando nel perimetro della sinistra. Mi sembrava che Pannella ignorasse il primo dei diritti, quello all'eguaglianza, e ignorasse la fatica e l'emarginazione delle donne per le quali il divorzio non poteva essere un diritto esigibile, ma solo minaccia e paura. Quella che fa tacere le mogli dei pedofili. Insomma a Pannella, liberale e liberista, mancavano le lenti della sinistra. Vero anche che alla sinistra, alla mia sinistra, mancavano le lenti di Pannella. Altrettanto vero che la sinistra ha in parte recuperato quella carenza e viceversa no.
Se ne è andato un grande, una eccezione per il disinteresse personale. Forse l'uomo sul cui disinteresse personale avrei più facilmente scommesso. Antipaticamente egocentrico eppure generosissimo. Vorrei che della sinistra che verrà fossero parte intangibile i valori per cui egli si è battuto.