giovedì 25 gennaio 2018

Chinnici in Tv e senso di colpa


Ho visto il film tv su Rocco Chinnici "Quanto è lieve il tuo bacio sulla fronte". Giorni prima avevo rivisto "La mafia uccide solo d'estate". Del film di Pif mi era piaciuta soprattutto la conclusione, Con il protagonista che guida il figlioletto per le strade di Palermo alla scoperta delle lapidi in ricordo dei servitori dello Stato assassinati. In entrambi i film sgomenta la serie incredibile delle vittime. Infatti il mio imbarazzo è forte. Ho vissuto una vita in Sicilia, nel sud-est che era periferia della mafia. Di Siracusa si diceva che era "la provincia babba", cioè la provincia stupida, cioè non mafiosa. Fino ad un certo punto e fino ad una certa epoca. Vedendo quei film è come se ripassassi una storia alla quale sono stato disattento. Ricordo ovviamente quei nomi della martirologia di giudici e poliziotti. Ma mi sembra che allora non riuscissi a contarli e pesarli. Ricordo che ero in chiesa per il matrimonio di una cugina quando seppi della strage di via D'Amelio. Ricordo che seppi dell'assassinio di La Torre entrando nella Camera del lavoro fischiettando e trovandovi un glaciale silenzio. Ma dov'ero e cosa facevo quando ci fu la notizia della morte del giudice Terranova? Cosa feci dopo la morte di Livatino, il giudice ragazzino? In cosa ero impegnato quando veniva assassinato Dalla Chiesa? E quando si consumò la vendetta contro Libero Grassi? E prima quando nel centro di Palermo che ben conoscevo era stato ucciso Mattarella? E nelle altre, troppe, occasioni? Non mi basta la consapevolezza di non aver mai parteggiato per quella cultura malata e inconsapevolmente para-mafiosa che incolpava giudici e poliziotti di deprimere l'economia isolana. Di cosa mi occupavo quando fu assassinato Chinnici? Ricordo cortei e sit-in in altre occasioni. Per il Vietnam, contro Nixon, etc. Per il resto è come se avessi perso la memoria.