sabato 27 gennaio 2018

Ella e John - The leisure seeker: la gioia concessa alla vecchiezza


Mi è piaciuto più di quanto prevedessi. Immaginavo un film un po' scontato, di maniera. Una replica del genere “on the road” (Thelma e Luise ” ed altro) ed una replica dell'ultimo film, fortunato, “La pazza gioia”dello stesso Virzì. E un po' lo è. Però qualcosa di nuovo mi ha lasciato. A cominciare dal segnale di qualcosa che è stato importante nel tempo e che però credo si avvii a diventare irrilevante: la coppia. Ovvero due persone che condividono per una vita emozioni e intimità. C'è la tristezza della vecchiaia e del declino, anche nella ricerca di una avventura fuori tempo. Con la casa museo di Hemingway, idolo letterario del professore protagonista, come destinazione e pretesto di fuga. Bella la scena di sesso dei due ottantenni, dove ben al di là del sesso, c'è l'amore incommensurabile di Ella (Helen Mirren) nel modo in cui gratifica la prestazione del compagno John (Donald Sutherland) divenuto debole e fragile.
Attorno ai due c'è un mondo di alieni. Ognuno coi suoi piaceri e i suoi miti. Col mondo degli altri normalmente dialoghiamo scambiando qualcosa, consapevoli di essere diversi e solo un tantino eguali.. Ma quando la mente vacilla per la fatica degli anni, restano i miti personali - l'Hemingway del protagonista - e può restare l'intimità di coppia. . Non si è però più consapevoli di essere soli al mondo. Non si è più consapevoli che il nostro mondo può disturbare i mondi altrui. Ho trovato anche questo di delicato nel film di Virzì. Il vecchio professore che in campeggio incontra una coppia “normale” disponibile a condividere parole banali da campeggiatori. Con la successiva crescente delusione. Molto ben rappresentato il gentile e imbarazzato disimpegno dei “normali”quando scoprono nella coppia in fuga, vite aliene irriducibili alle proprie convenzioni. Infine ho sentito come una proposta di vita la scelta della dolce morte come terapia radicale alla vecchiezza.