venerdì 21 marzo 2014

Francesca Pascale e i veleni del populismo


Dell'intervista di Repubblica, oggi 21 marzo, a Francesca Pascale annoto solo questo: "La moglie di Renzi, invece di chiedere l'aspettativa, perché non lascia il posto a una precaria della scuola"? Si potrebbe intitolare "La stupidità umana" oppure "Chiacchiere dal parrucchiere" oppure "Quando le donne sono nemiche delle donne". Preferisco un titolo come "I veleni del populismo". La signora Pascale dà voce a quello che appare evidente agli stupidi (e alle stupide) e che invece è un colossal...e imbroglio. Ognuno che lavora toglie lavoro a qualcun altro. Con tutte le stupidissime varianti: "Le donne lascino il posto agli uomini", "Chi può andare in pensione ci vada per lasciare posto ai giovani", "I benestanti si ritirino dal lavoro per dar posto ai poveri" e via via cavoleggiando. Per la fidanzata di Berlusconi ovviamente il lavoro è un posto, non un servizio. Infatti non si chiederà mai se la signora Renzi sia o no una brava insegnante né si informerà mai della qualità professionale di chi subentrerebbe a una donna, a un pensionato, alla professoressa Renzi . Se i populisti alla Pascale prevalessero, infine non lavorerebbe quasi nessuno, arretreremmo di qualche secolo, la miseria la farebbe da padrona. Ma appunto, il populismo e gli stupidi non governano, spargono veleni di idiozia, lasciando ad altri l'onere di rimettere i cocci a posto.