domenica 23 aprile 2017

L'assedio degli "altri" e dei dimenticati


Nella bella domenica di sole compro il giornale da leggere al ritorno dalla passeggiata in centro. Nell'angolo semiappartato delle macchinette dove si tenta la fortuna e normalmente si sperimenta la sfortuna e la ludopatia ci sono uomini ed una donna concentrati. Fuori una elegante signora gratta con la moneta la scheda poggiata sul bidone dei rifiuti. Molte coppie serene, con bambini e carrozzine vanno verso la Piazza pedonale dove vado a sedere a prendere sole e caffè. Sulla strada un gruppo di bianchissimi adolescenti nordici che barcollano sbronzi con bottiglie di birra. Cinque stelle in Piazza.come quasi sempre. E bambini affascinati dal chitarrista davanti al bar.- Godo come posso il sole. E cerco di non provar troppa pena per l'anziana che raccoglie bustine di zucchero dai vari tavoli. E cerco di accettare l'assedio degli africani venditori di rose. Mi limito a formulare il mio inutile pensiero: perché non assegnare un reddito equivalente a quello ottenuto col finto lavoro di vendere rose, proponendo a quei giovani neri di ripulire la città? Infine un ragazzo in carrozzina che chiede qualcosa per un'operazione alle mani. Ok, torno a casa. Dopo pranzo mi immergo nella lettura sulle elezioni francesi e sulle primarie italiane e qualcosa sui diritti di quelli che hanno un lavoro. Non leggo nulla sulla ludopatia, non leggo nulla su chi non avrà mai un lavoro, non leggo nulla sugli anziani che fanno il colpo grosso di razziare zucchero ai tavolini del bar, non leggo nulla sui giovani europei che vengono a Roma ma che preferiscono la birra al Bernini.

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