sabato 10 ottobre 2015

A proposito di Marino, ma non solo: fra principi e vaghezza


Credo che per chi sta a sinistra o almeno per me ci siano cose indiscutibili ovvero nettissime sulle scelte politiche nazionali e locali. Prevalgono però principi e valori da graduare e contemperare nella loro concreta attuazione. Comincio da questi ultimi: 1. Progressività delle imposte sì. Ma quanto progressive? Posso dire solo: molto. 2. Sì ai limiti all'iniziativa privata che deve essere inscritta entro la cornice del pubblico interesse. Ma limiti quanto forti? Posso dire solo: molto forti. 3. Sì alle riduzione delle diseguaglianze. Ma quanto ridotte? 1/10 o 1/5 o 1/2? Posso dire solo: al massimo. La vaghezza è ineliminabile. Non c'è vaghezza in altri casi. Esempi: 1. No all'abolizione della tassazione sulla prima casa. 2. No ad ogni forma di razzismo ed omofobia. 3. Sì alla piena occupazione. Non può esserci vaghezza in tali casi ed altri perché la vaghezza sarebbe una parete scivolosa che potrebbe farci scivolare verso destra e verso il peggio. In questa categoria della nettezza inscrivo anche il no alle ruberie politiche ovvero all'idea che si possa essere indulgenti verso chi raccomanda amici e parenti (Alemanno, ad esempio) ma anche a chi non si sottrae al gusto di lucrare una cena per sé e moglie a spese delle casse comunali (Marino?). La seconda fattispecie è assai meno pesante rispetto alla prima per le casse comunali. Ma il no non può essere graduato. Perché un ni aprirebbe le porte a scivolare sempre più giù, anche oltre Alemanno. Per questo faticosamente decido per tolleranza zero anche verso Marino. Pur del tutto consapevole del rischio enorme del peggio. Ma solo un NO secco può aprire le porte ad nuova politica intesa come servizio.