mercoledì 16 dicembre 2015

Esultare per una morte?


Leggo sulle pagine di amici democratici e di sinistra commenti variamente esultanti alla notizia della morte di Gelli. Non posso proprio condividere quei toni. Probabilmente Gelli ha rappresentato una minaccia fra le più gravi alla nostra incerta democrazia. Alcuni lo hanno combattuto. Alcuni no. Forse i suoi eredi sono presenti fra le istituzioni o nelle loro prossimità. Forse. Occupiamoci allora degli eredi. Sui morti e sulle vite sbagliate è inutile e di cattivo gusto infierire. Mi dissocio come mi dissocio, quando posso, dallo scempio di piazza Loreto. Resto emotivamente foscoliano: "dal dì che nozze, tribunali ed are dier alle umane belve esser pietose di se stesse ed altrui...(I sepolcri). Mi dissocio non solo per un istinto etico-estetico. Mi dissocio anche per una convinzione della mia ragione. La violenza - verbale e reale - non giova. Anzi funge da sfogataio distraente rispetto all'agire. Mi associerò alla violenza utile quando sarà il caso, in nome della giustizia e per liberare gli ultimi. Credo però che basterà un pacifico sit in o al più uno sciopero della fame purché coinvolgente milioni di consapevoli. Adesso sento invece di rivolgere un saluto riconoscente a Tina Anselmi, Presidente della commissione parlamentare sulla P2.