sabato 6 aprile 2019

"Il diritto di contare" e la pazienza delle donne nere


Tre film nel comune denominatore delle pratiche discriminatorie Usa fra anni '50 e primi anni '60. Poco tempo fa avevo visto "Green book", piacevole e serissima commedia sul tema della discriminazione razziale. Giorni fa ho visto "Una causa giusta" sul tema della discriminazione di genere. Ieri infine, un po' in ritardo, ho potuto vedere "Il diritto di contare", film in cui la discriminazione razziale e quella di genere si sommano. Il film di Theodore Melfi racconta la storia vera di tre scienziate nere di grande talento che diedero un contributo decisivo alla rivincita Usa nella battaglia sullo spazio dopo lo shock conseguente al volo di Gagarin (1961). Anche questa quindi è una storia di spreco, spreco di intelligenze, e della fatica a riconciliarsi con la ragione. Le tre scienziate, chi matematica, chi informatica, chi aspirante ingegnere, collaborano da precarie al progetto che da Cape Canaveral lancerà Glenn nello spazio. La pazienza delle donne (concedetemelo: sto pensando alla canzone di Mia Martini, la mia preferita, la canzone e lei) sarà decisiva nel successo personale e collettivo. La pazienza di arrivare in ufficio con uno scatolone di documenti e vedere il bianco che ci carica su un sacco di immondizie: "Avete dimenticato queste ieri sera". Giacché "naturalmente" una nera in ufficio non può che essere un'addetta alle pulizie. La pazienza di dover percorrere più volte al giorno un chilometro per raggiungere il bagno riservato alla gente "colorata". La pazienza di sentirsi rimproverata per i "ritardi". La pazienza di vedere il proprio lavoro firmato da un bianco perché bianco e perché ingegnere (questa cosa però, a parte il "nero", vi assicuro permane nell'Italia "avanzata" (?) dell'anno del signore 2019, ad esempio nelle Università o negli Enti nazionali preposti alle politiche attive sul lavoro). La pazienza di dover spiegare le proprie ragioni inaudite per partecipare ad un corso di ingegneria fino ad allora riservato a uomini e bianchi. La pazienza di accettare un compromesso, come prima crepa nel castello idiota dell' establishment, frequentando un corso serale affinché lo "scandalo" sia minore. Sì, la pazienza, miscelata da dosi eccelse di intelligenza, competenza e determinazione, sarà premiata. Ma, appunto, alle donne e ancor più alle nere, veniva e viene chiesto di essere eccezionali. Molto allora, abbastanza ora. E quelle semplicemente bravissime o brave e non eccezionali? Il cammino è lungo, ammesso che non si torni invece indietro, come incredibilmente pare. Posso pensare ad una sola consolazione per loro, anche per le mie figlie, mentre cerco di capire perché mai io abbia desiderato ed ottenuto di essere padre di donne, malgrado quello che mi era chiaro. Grazie all'handicap loro assegnato da Sua Maestà, il Sistema Stupido e Sprecone, sono state indotte a studiare di più e capire di più.

P.S. E intanto il grande capo (Kevin Costner nel film) osserva il lavoro altrui, con una tazza di brodaglia di caffè nero in mano,  pensando chissà cosa, forse niente.

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