sabato 1 agosto 2015

Lavoro come pena o come gioia


Torno sulle minacce del responsabile economia del PD Taddei: "Dovremo andare molto più tardi in pensione". Minacce risibili. Come risibili le repliche degli oppositori. Cade a proposito una notiziola da niente che nessuno avrà letto. Un ex maestro di 92 anni di Pordenone, Benito Beltrame, 92 anni, da 37 in pensione. Torna in cattedra per insegnare italiano a un gruppo di immigrati. Sentite le sue parole: "Non pensavo che qualcuno potesse avere ancora bisogno del mio aiuto". Ci leggo (come - immagino - voi) la noia di 37 anni di inattività. E la scoperta di valere e contare ancora. Bellissimo. E tremendo. Tremendo che la istituzionalizzazione e ingessatura giuridico-burocratica dei tempi della vita (un'età per il gioco, una per il lavoro, una per essere inutile) ci facciano dimenticare che possiamo essere utili agli altri fino all'ultimo giorno. Purché vogliamo. Purché qualcuno faccia incontrare le nostre competenze con i bisogni infiniti della gente attorno a noi. Ecco, mi piacerebbe un governo che si occupasse di questo: buona scuola davvero e buona vita. Con un po' meno di gusto a punire e un po' più a gratificare con lavoro premiante. Ma pare non sia all'ordine del giorno. Le risse fra Renzi e renziani e oppositori interni occupano 100 volte lo spazio dedicato al pensionato di Pordenone.