mercoledì 28 febbraio 2018

Psicologi o ingeneri ovvero Bonino, fra stima e dissenso




I miei amici coprono l'arco dal PD ai comunisti. Emma piace moderatamente solo ai piddini. Dagli altri riceve solo dissenso duro, se non insulti. E' una "liberista", pensa un po'. Come quasi tutti: o liberisti puri (come Emma) o liberisti-protezionisti (o meglio per un capitalismo sovranista) che vogliono imbrigliare maldestramente il cavallo pazzo della globalizzazione, ma non osano proporre di cambiare cavallo.
Lei crede invece di poter coniugare liberismo radicale e accoglienza, nell'epoca delle grandi migrazioni che confondono il pensiero della sinistra arrancante.
Leggo però che Emma interviene sul tema "Scuola" polemizzando con la cultura classica che disarmerebbe i giovani nella competizione di un mercato del lavoro che vuole ingegneri. Stamani anzi la sentivo su Omnibus opporre ingegneri a psicologi. Il mercato vuole i primi e non i secondi, diceva. Sì, non c'è dubbio. Il mercato vuole ingegneri, per costruire ponti,. ma anche seconde case e slot machine. Però la ragione e i bisogni di cura richiederebbero psicologi e operatori sociali. Li chiederebbero già assai più se ci fossero davvero e invece quelli veri, cioè credibili ed efficaci, ci sono ma non sono così' numerosi. E nel mercato vince ciò che è visibile e di efficacia evidente, bombe comprese. Il mercato insomma richiede poco “umanisti” un po' perché le persone non sanno di averne bisogno, un po' perché gli “umanisti” sono meno facilmente valutabili e spesso loro stessi rifiutano anche le valutazioni possibili; sembrano pensare che dire qualcosa in latino o stendere qualcuno su un lettino sia in sé formativo o curativo. Insomma, dal mio punto di vista, farei a meno di molti attuali latinisti, insegnanti, psicologi, sociologi, assistenti sociali ed “umanisti” vari. Però investirei molto per dimostrare che gli “umanisti” veri (efficaci) servono più che gli ingegneri, nel mio auspicio di percorso prudente e condiviso verso la “decrescita.felice”, con meno avere e più essere. Investirei di più e subito in formatori dei formatori, prima che se ne perda traccia. Ho qualche dubbio che ci siano molti eredi di Umberto Eco e di Tullio De Mauro.
P.S. Quasi escludo di essere riuscito a spiegare l'ennesimo caso in cui mi trovo solo fra opposti schieramenti culturali e politici nei quali non posso militare. .


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