domenica 28 febbraio 2016

Equivoci della comunicazione


Chiedo conforto e consulenza ad amici ed amiche. Fra ieri e oggi mi è successo qualcosa che sarebbe molto interessante, se non fosse anche stressante. Qualcosa che mi ha fatto riflettere sui problemi del linguaggio e su quelli del dialogo fra culture diverse. Bene. Premetto che ho oltre 4100 amici su fb. Dei più non ricordo niente. Accetto le richieste di amicizia dopo un rapido sguardo alla pagina del richiedente. Se l'amicizia è chiesta da una donna lo sguardo è più rapido giacché coltivo il pre-giudizio "economico" che difficilmente da una donna arriverebbero pericoli di vario tipo. Ma ieri mi invia un messaggio su messenger un amico. Dal nome appare straniero e probabilmente arabo. Mi scrive: "tu se belo". Vado a controllare il suo profilo. E' pakistano, Qualche immagine artistica e qualche foto di bimbo/a morto/a o composto/a per il funerale. Non capisco lo urdu e neanche l'altra lingua con caratteri come i nostri, latini, con cui si esprime. Penso che forse non ha dimestichezza con l'italiano o che il traduttore lo tradisce. Gli chiedo di provare a scrivere in inglese. Lui scrive: "You are handsome". Mi sta dicendo che sono bello o prestante. I dubbi crescono e quasi si fanno certezza.Sicché, per non perdere tempo, gli chiedo: "Are you gay?". Se risponderà "yes", dirò che rispetto i gay e cose così, ma che non sono interessato. Naturalmente glielo chiesto con trepidazione. E' islamico (l'ho capito dalle invocazioni ad Allah nel profilo) e probabilmente sentirà la mia domanda come un insulto. Lì, in Pakistan. non si dibatte su unioni civili. Per fortuna non mi manda al diavolo. Dice semplicemente: "No. I have twoo children. And you?". Io rispondo che ho tre figlie e mi scuso spiegandogli ciò che mi appare evidente. In Italia o in Inghilterra non è comune che un uomo dica "bello" o "handsome" ad un altro uomo. Mi dice che vive e lavora in Italia. Poi, stressato dalle strategie comunicative. gli dico: "Ci sentiamo domani". Cioè oggi. Lo chiamo soprattutto per tentare un dialogo con la sua cultura islamica e per chiedergli qualcosa sui cadaverini postati sulla sua pagina. Gli chiedo queste cose, convinto che il dilemma "gay-non gay" sia superato. Ma lui risponde: "I want to sleep with you". Gli ho chiesto dei bambini uccisi, accipicchia. Ci risiamo. Per essere certo di non aver frainteso, chiedo: "Vuoi fare sesso con me"? Aspetto risposta. Facebook è una opportunità straordinaria. Ma era così facile parlare una volta, a scuola, al lavoro o in pizzeria, con compagni e compagne, amiche ed amici. Più o meno la stessa lingua, più o meno la stessa cultura con gli stessi pregiudizi. Che tempi!