giovedì 11 febbraio 2016

Meglio perdere che perdersi


Lo ha detto giorni fa Veltroni, chiaramente in polemica verso il presunto erede (Renzi) e le sue politiche di apertura disinvolta contro gli "schizzinosi". Faccio mio il messaggio di Veltroni ad altro proposito. Su facebook ho trovato una vignetta che stavo per postare. Era efficacemente irridente verso il clero per un verso schierato contro le unioni civili gay, per altro verso protagonista anche ieri di pratiche corruttive e pedofile. Nella vignetta il prete inveisce contro il "matrimonio" gay mentre è tranquillamente dedito a pratiche di pedofilia. Ora rifletto sul perché non l'ho postata. Perché il fatto che una minoranza di preti pratichi la pedofilia non può colpevolizzare la Chiesa intera. Lo può fare solo per la sua omertà (quando c'era o quando c'è). Lo scandalo può essere uno spunto per suggerire i guasti della regola della castità. Solo questo. Non può neanche negarsi il diritto di contestare le unioni civili gay ad una Chiesa in cui gli scandali pedofili avvengono. Insomma, non trovo scandaloso, a differenza di tanti amici, che ci sia contraddizione fra comportamenti personali e credenze o convinzioni teologiche/sociali/politiche. La battaglia per i diritti di tutti può e deve essere ingaggiata sul piano dei suoi contenuti e valori. Nient'altro. Per ragioni analoghe ho espresso giorni fa la mia solidarietà a Giorgia Meloni, vittima di aggressione mediatica per la contraddizione in cui si è cacciata con la sua gravidanza "irregolare". L'ho detto. Non ci si può perdere per vincere. Io guardo ad un fronte democratico, laico e socialista che ha cura della salute delle nostre teste anche dall'opposizione.