lunedì 29 febbraio 2016

La natura, benigna o matrigna


Seguito Presa Diretta ieri. Due stimolanti servizi. Il primo sul tema Ogm, il secondo sul riscaldamento globale visto dalla Bolivia desertificata. La mia prima riflessione sconsolata riguarda le peripezie della democrazia. Con una domanda cui - a differenza di molti amici - non trovo risposta. Quale controllo possono esercitare i cittadini nelle materie di cui nulla sanno davvero? La storia ha accelerato la concentrazione dei saperi, almeno in materia di scienza e di tecnologie. Pochi fra i non addetti sanno dei rischi e dei vantaggi degli organismi geneticamente modificati. Credo che nel dubbio finiamo col privilegiare la filosofia della conservazione.Speriamo e pensiamo che è meglio lasciar fare la natura. La natura sa cosa è meglio. A imbrigliarla e modificarla si rischiano catastrofi. La domanda è però: "La natura è davvero così intelligente? E' davvero una madre che ha cura degli uomini"? Ho dubbi profondi al riguardo. E' vero che le ragioni degli ogm si sposano bene alle ragioni delle multinazionali dell'agricoltura. Ma questa è una ragione sufficiente per respingere quelle ragioni? Iacona sposava chiaramente, insieme alla grande maggioranza degli scienziati, le ragioni degli ogm. In realtà la natura modifica continuamente il patrimonio genetico di ciò che ci alimenta. E la natura matrigna ci avvelena con "naturali" tossine. Alle quali l'uomo aggiunge le tossine dei fertilizzanti. Ergo l'ogm ci emancipa dalla natura matrigna e dalle nostre vecchie tecnologie tossiche. La politica e gli Stati sono divisi. L'Italia è fra i Paesi che hanno proibito le sperimentazioni nei campi. Per il rischio di contaminazione delle culture "naturali". Subendo però, senza battere ciglio, che gli ogm entrino nel circuito alimentare come mangime per gli animali di cui ci nutriamo. Presa Diretta, col conforto di scienziati quale la senatrice Elena Cattaneo, ha scelto di denunciare i costi economici e per la salute della scelta avversa alle sperimentazioni ogm. Mi ha quasi convinto. Quasi. Diffido delle superstizioni di noi uomini comuni. Però diffido egualmente della pretesa neutralità degli scienziati. Un caso esemplare è apparso sul fronte degli scienziati anti-ogm. Quello del professore della Federico II, riconosciuto colpevole di aver falsificato dati della ricerca per dimostrare la pericolosità degli ogm. La convinzione e il pregiudizio scientifico o l'ideologia giustificano anche questo. Sul cambiamento climatico invece il consenso è praticamente generale.Quasi nessuno dubita che ci sia. Moltissimi ne misurano i danni, scienziati, agricoltori e cittadini. Ma qui il problema è costituito dagli interessi in conflitto. In particolari gli interessi delle periferie del mondo che meno inquinano ma che subiscono i danni e le desertificazioni prodotti dai paesi più sviluppati e inquinanti. Nella trasmissione l'esempio veniva dalla Bolivia, responsabile di un modesto contributo dello 0.4 % dell'inquinamento globale e però largamente desertificata dagli effetti dello "sviluppo" Usa, cinese ed europeo. Beh, su questo ho convinzioni più nette che sugli ogm. Ridicoli i sovranismi nazionali, ridicoli i fili spinati e le frontiere, ridicole le passioni xenofobe mentre spensieratamente consumiamo individualmente i frutti della devastazione del pianeta e tutti insieme avveleniamo noi stessi e il prossimo che poco consuma, comprese le generazioni future di cui umanamente ci importa "un fico secco".