sabato 13 febbraio 2016

Gioire o soffrire per +0,1


Allora, nell'ultimo trimestre del 2015 il Pil è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimeste precedente. Le previsioni erano dello 0,3%. Consequentemente oggi le previsioni per l'anno sono dello 0,6% contro lo 0.8% previsto dal governo. E si può dire che siamo in discesa rispetto all'inizio dell'anno segnato da un + 0,4 nel primo trimestre. Qual sarebbe il titolo giusto per dare la notizia? Il Pil cresce meno del previsto? Il Pil finalmente cresce (nell'anno)? Il Pil cresce più che in Grecia e forse in Croazia, ma meno che in tutti gli altri Paesi europei? Titoli tutti corretti. Come è corretto dire che per strada c'è un gatto morto, anche se non diciamo che c'è anche una persona morta o gravemente ferita. Perciò quelli che dibattono su questo o qualunque cosa possono dibattere all'infinito, convinti delle loro ottime ragioni. La cosa un po' triste è che interessi assai poco che le cose vadano davvero male o davvero bene. La politica è solo appartenenza ormai. Scelta gratuita, come la scelta di una maglia per cui tifare. Operata la scelta, ogni giudizio ne discende. Poco conta che aumentino o diminuiscano le nostre speranze di vita o di lavoro o quelle dei nostri figli. Forse giustamente. Dovrei gioire se mio figlio ha ora uno 0,1% di probabilità in più di trovare un lavoro? Disperarmi se ha uno 0,1% in meno? Perché di questo parla Padoan che sottolinea come sia importante l'inversione di tendenza, il passaggio da - a + nel 2015. Mentre per il nostro ministro di minore importanza è evidentemente la flessione nei trimestri che, a parere dei critici (casualmente antigovernativi, magari) segnala la precoce inversione di tendenza che potrebbe riportarci al segno -. Questo dicono quelli che, appartenendo all'altra "squadra", affermano che la differenza importante è fra il nostro +0,6 e il + 2, 6 o 3, 6 degli altri. Quanta sensatezza, quanta obiettività! Ma bene così. Troppo poco importante è il dato per la nostra vita. Difficile che cambi qualcosa. Allora, vuoi mettere il piacere di osannare Renzi salvatore o dare addosso a Renzi affossatore? La verità è un'opinione, una convinzione a prescindere, impressa sulla maglia. P.S. Esprimo disagio per una lotta politica che non mi piace quando faziosamente simula pretesa obiettività. Non giudico perciò atteggiandomi presuntuosamente super partes. Dichiaro a chi non lo sapesse che non sono un fan di questo governo. Intuibile abbastanza forse anche se non lo dichiarassi. Spero solo che il pregiudizio ineliminabile non sia tale da farmi perdere il ben del'intelletto.