lunedì 7 novembre 2016

Onida versus Boschi: il primo impedito, la seconda straripante

Boschi televisiva, brillante e sicura, come sono anche quelli che non sanno di non sapere. Onida più televisivo di Scalfari e Zagrebelsky. Gruber mai vista tanto parziale: largo spazio alla ministra e interruzioni intempestive ad Onida. Sicché non riesco a sentire e capire le spiegazioni del costituzionalista riguardo l'accusa di incoerenza rivoltagli dalla ministra rispetto sue precedenti posizioni. Ministra che protesta, con grande sorriso, ma protesta alla minima interruzione. E però interrompe spessissimo. Oltre - purtroppo - ad esibire scuotimento di capo ("ma che dice"?) ad ogni affondo di Onida. Un po' - ahimè- stile Santanché. Solo un po' però. Onida riesce a dire che è futile e improprio per un quesito referendario costituzionale parlare di riduzione dei costi della politica. Un argomento populista e che implicitamente delegittima la funzione parlamentare. Osa dire anche, come a suo tempo Padoa Schioppa, che la politica oggi non osa essere impopolare perché deve essere simpatica. Infatti non osa decidere oneri fiscali per rispondere all'emergenza terremoto e sicurezza. Onida avrebbe detto forse, se Boschi e Gruber glielo avessero consentito, che il governo preferisce sfondare sul deficit e far crescere il debito a spese di quelli che verranno. Col vantaggio aggiuntivo di poter litigare con Junker, mostrare sovranismo e bullismo che spiazza leghisti e grillini e raccogliere ingenui consensi nazionali.