sabato 3 dicembre 2016

Agnus dei: manifesto laico della cura femminile

Ho visto un film di grande intensità ed  utile: Agnus dei (Les innocentes) , coproduzione  franco-polacca, con la regia di Anne Fontaine.

E’ ambientato nella Polonia del finire del  45, a guerra appena conclusa. Una Polonia occupata dall’Armata Rossa e dall’incerto futuro, con i segni dolenti della violenza. Film utile come tutti i film che ci fanno ricordare gli orrori che abbiamo attraversato e ai quali potremmo tornare. Qui tre culture si confrontano. Quella del vincitore, l’Armata Rossa, che trova risarcimento nello stupro. Quella polacca, cattolica e bigotta. Quella francese ovvero laica, atea, illuminista, anche comunista.  Una dottoressa francese è coinvolta  per una emergenza parto in convento di clausura. Scoprirà una storia di stupri ripetuti degli occupanti sovietici. E dovrà farsi carico di sette suore incinte. Complicatissimo il confronto fra la cultura laica e quell’universo chiuso.  Lì nel convento la convinzione è che lo stupro è scandalo e vergogna più per chi lo subisce che per i suoi autori: una cultura di cui tutti conserviamo memoria attraverso le storie delle nostre nonne, se non delle nostre madri. Ma progressivamente  il femminile  prevale. Prevale il femminile della maternità, dell’accudimento, e dell’apertura alla vita. Da vedere: per la storia, la regia, le interpreti e la splendida fotografia.