martedì 13 dicembre 2016

L’Italia che forse respira

Che dire? Velocemente quel che è chiaro a tutti. Governo per non andare subito al voto. Governo fotocopia. Governo Renzi senza Renzi. E con Boschi che fa un salto di lato, ma non indietro. Una squadra pronta a ri-imbarcare il grande timoniere.
Poi lo sforzo di un pensiero positivo. Comunque lui non c’è. Per un po’, se non per sempre, l’Italia può respirare, sotterrare asce e scuri e pure tweet e spacconerie. Per un po’ l’Italia, se vuole, può confrontarsi su temi seri. Ad esempio sull’attuazione della Costituzione tradita. Può interrogarsi, ad esempio, su come attuare l’art. 4 che prometteva diritto effettivo al lavoro. Non ci sono alibi. Non si è costretti a perdere tempo per rispondere con una cretinata ad altra cretinata. Lo stile del premier non è tutto, ma è condizione necessaria, seppur non sufficiente. . Non immaginavo che un’Italia incattivata potesse prosperare. Riesco ad immaginare un’Italia seria, fecondata da conflitti seri e che ritrova una bussola. Perché non apprezzare questo piccolo passo avanti? Apprezzarlo significa riconoscere l’impegno di chi ha gridato No. Significa incoraggiare a nuove battaglie.