martedì 6 dicembre 2016

Davide Serra: quello che gli occhi non vedono

Sono persuaso anch’io, come molti filosofi contemporanei, che la realtà non esiste. Esistono al più emissioni provenienti chissà da dove che tutti noi diversamente leggiamo , organizzandole col nostro ordine arbitrario. Sicché ieri, ascoltando Davide Serra, noto giovane finanziere italiano residente a Londra e noto come sponsor di Renzi, non ero scandalizzato ascoltando la sua realtà. Per Serra è innegabile il salto avanti del nostro Paese con Renzi. Il finanziere ha esibito dati decisivi che io non credo proprio né di dovere né di potere contestare. Confrontando gli ultimi quattro governi, da Berlusconi a Renzi, ogni giorno, da Berlusconi, a Monti, a Letta si perdevano centinaia di posti di lavoro. Con Renzi centinaia di posti si guadagnano ogni giorno. Con Berlusconi, Monti e Letta il Pil ogni anno scendeva. Con Renzi sale. Con Renzi infine il deficit annuo è più basso che con i tre precedenti governi. Gli occhi di Serra vedono questo nitidamente. E non vedono altro. Anzi, se l’intervistatore gli fa notare che gli occupati crescono con i voucher, egli replica“vouche r o non voucher, crescono”. I miei occhi disattenti alle evidenze di Serra vedono altro. Vedono che, pur minimamente crescendo, cresciamo meno degli altri: l’alta marea solleva tutti in alto, ma non riduce la distanza fra il pennone e la plancia; tutt’altro. I miei occhi scelgono di vedere i dati che significano aumento della popolazione a rischio di povertà, aumento della forbice fra più ricchi e più poveri. Vedono una generazione bruciata e perduta al lavoro che in parte fugge via portando con sé l’investimento che il Paese, cullato da battutine spiritose , allegramente va dissipando. Mentre la mia mente modesta calcola che, perdurando il miracolo di centinaia di nuovi posti di lavoro al giorno (voucher o non voucher), entro fine secolo l’ultimo dei giovani di questa generazione perduta avrà conquistato un lavoro, da godere da ormai ultracentenario. Già, questa generazione che non crede alla politica, forse perché fa calcoli non distanti dai miei, che non avrà letto il contenuto della riforma, ma si è scomodata a votare stavolta per dire NO.