venerdì 6 novembre 2015

Boeri: un po' di equìtà è già troppo


Non posso che condividere l'articolata proposta del presidente dell'Inps. Posso dire che è timida. Ma va nella direzione giusta. Garantire un reddito mensile agli ultracinquantacinquenni espulsi dal lavoro e lontani della pensione è giusto. Col difetto che 500 euro sono davvero pochi. E col difetto di dimenticare i giovani che possono essere disperati come gli anziani. Far pagare i costi conseguenti ai vitalizi e anche alle pensioni cosiddette d'oro (oltre i 5000 euro), almeno con taglio di parte del consolidato retributivo, è giusto e non traumatico. Consentire l'uscita anticipata verso la pensione a 63 anni con equilibrata penalizzazione è sacrosanto e comunque provvedimento timido. Giacché ragionevole sarebbe poter uscire sempre con penalità proporzionate. Comunque un piano, quello di Boeri che, in un quadro di politiche governative chiaramente di destra, fa una sterzatina a sinistra. Ma a Renzi non piace. L'argomento principe per dire no è che non si possono mettere le mani nelle tasche dei pensionati (anche se si tratta dei più benestanti e di quelli che hanno goduto di regole di cui i giovani non godranno). In realtà, dice saggiamente qualcuno cui mi associo, Renzi non vuole perdere i voti di quei percettori di pensioni e vitalizi variamente privilegiati (chi un pochino, chi esageratamente). Non rischia comunque di perdere voti da quelli che non saranno "beneficiati" o perché li ha già persi o perché gli esclusi non seguono più la politica e non vanno neanche a votare. Quindi ottime ragioni continuano ad orientare a destra Renzi e il suo governo. La sinistra rappresenti ragioni altre.