giovedì 3 gennaio 2019

Andata e ritorno sul trenino di Ostia


Qualche volta la multisala di Ostia non programma film considerati di nicchia. Allora mi avventuro in un lungo percorso nell'immenso territorio metropolitano, con trenino, metro e talvolta bus. Dopo Rugantino mi è capitato per vedere Cold war. Film polacco interessante e bello. Non amo e non porto con me il cellulare e neanche libri o giornali. Guardo la gente a me vicina che non può sottrarsi al mio sguardo e alle mie orecchie. All'andata c'era una matura signora di fronte a me. Parlava al cellulare con un'amica. Per tutto il percorso da Ostia a Piramide: mezz'ora. Così ho conosciuto pezzi della sua vita. Ha un figlio lontano ed una figlia vicina. Un po' fa la nonna, occupandosi del piccolo Marco quando i genitori lavorano. Deve essere complicato perché la nonna lavora. Precariamente. Infatti diceva : “speriamo che questo lavoro duri”. Va bene, risparmio i dettagli.
Al ritorno, in piedi vicino a me e mia moglie c'era una famigliola. I genitori giovani trentenni. Lui bianco. Lei nerissima e assai bella, con un fisico mozzafiato ed un viso espressivo. Avevano una carrozzina con una bambina bella come la madre e chiara quasi come il padre. Una bambina di circa sei mesi, vivacissima. Alternava la manipolazione di un pupazzetto a smorfie ricambiate coi genitori. Non smettevamo di guardarla, mia moglie ed io, anche perché lei interagiva con sorrisi ai sorrisi di mia moglie che le era più vicina. Provavo una intensa simpatia per la famigliola. Poi è successo che i genitori hanno preso i cellulari e sono entrati nei loro mondi virtuali. Mondi affascinanti e isolanti. Tanto è vero che la bimba ha cambiato espressione. Si è fatta corrucciata. Nessuno rispondeva più alle sue smorfiette. Ha preso a tirare il cappotto rosso della madre. Ma quella non sembrava neanche accorgersi. E lui sorrideva a qualcosa sul suo cellulare. La bimba era irritata e continuava a tirare il capotto materno. Mia moglie mi diceva:”Ma come fa a non accorgersi che la bambina vuole giocare con lei”? Niente da fare. La mia simpatia per la coppia si è tramutata in stizza e quasi antipatia. Sono scesi ad Acilia. Ho pensato, come mi capita spesso: non li vedrò più. Lui, lei tanto integrata - haimé- nella nostra italica cultura e la piccola, bellissima italiana lievemente abbronzata.

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