mercoledì 2 gennaio 2019

Lo spettacolo oltre Rugantino


Andiamo al Sistina per Rugantino. Le nostre figlie ci hanno regalato poltronissime assai care per Natale. Avevo visto Rugantino più di una volta, ma solo in Tv. Ricordavo soprattutto uno straordinario Aldo Fabrizi, interprete di Mastro Titta, il bonario e tenero boia dello Stato pontificio. Mi chiedevo quanto mi avrebbe deluso il nuovo interprete. Che, pur bravo, inevitabilmente mi delude. Tralascio gli altri interpreti, a partire da Montesano-Rugantino su con gli anni. In compenso è molto bella la scenografia e ottima la sperimentata regia di Garinei (coautore con lo scomparso Giovannini). Purtroppo sono distratto dalla insofferenza di mia moglie che - lo scopro appieno solo dopo- aveva accanto una coppia che non ha mai smesso di chattare con i cellulari. E sono distratto anche da quelli e quelle che, malgrado le raccomandazioni iniziali, usano i cellulari per fotografare pezzi dello spettacolo, Così al solito lo spettacolo per me diventa il pubblico. Mentre mi pongo domande che non possono avere risposta. Come fa una coppia a spendere 138 euro di poltronissime (2x69) per chattare un paio d'ore con chi sa chi? Poi c'è la sorpresa più consolante, benché con un retrogusto amaro, di vedere un centenario, alto, elegante, solenne, col suo bastone e la pelle incartapecorita, appoggiato al braccio di una donna. Avrà visto a suo tempo Rugantino. Ha chiesto di rivederlo. C'è ancora questa Italia. Che fra poco non ci sarà più.

Nessun commento:

Posta un commento