lunedì 25 giugno 2018

Salario di cittadinanza e lavoro gratuito


Non sono un militante. Purtroppo. Non riesco a trovare la mia casa. Debbo limitarmi ad apprezzare singole proposizioni che trovo coerenti con la mia visione di Socialismo necessario. Quindi non sono diventato 5stellato e tanto meno simpatizzante del governo salviniano se apprezzo l'ultima formulazione di Di Maio riguardo il cosiddetto "salario di cittadinanza" che peraltro appare sempre più lontano dal salario incondizionato. Chiarire che gli inoccupati avranno i loro 790 euro mensili, in cambio di prestazioni lavorative per 8 ore settimanali fornite alla comunità locale, oltre che con l'impegno a formarsi e ri-orientarsi, è opportuno. Potrei suggerire di consentire la scelta di lavorare un po' di più e formarsi un po' di meno in aula, se non è la formazione il problema essenziale del disoccupato. Aggiungo che non capisco cosa significhi per Di Maio "lavorare gratis in cambio del salario di cittadinanza". Mi sembra una contraddizione in termini. Ma forse è un problema di lingua italiana. Non sarebbe un lavoro gratuito questo. Aggiungo ancora che potremmo parlare di "lavoro di cittadinanza". Era questa l'espressione usata da Renzi in polemica ed in alternativa al salario di cittadinanza. Ma l'ex premier intendeva altro. Non intendeva assicurare a nessuno un lavoro. Sarebbe stato in contraddizione con la sua visione liberista. Intendeva dire semplicemente che bisogna promuovere lavoro ed occupazione. Promuovere nel senso di auspicare. Cioè non intendeva dir nulla di serio. Ok, allora. Mi accontento del salario di cittadinanza pentastellato. Che allargherei ragionevolmente ai nostri ospiti migranti. Magari cambiandovi nome. Ma, già, non si può. Salvini aprirebbe una crisi di governo. E stravincerebbe nell'Italia rinco....ta. Mi limito a suggerire ciò che sarebbe razionale solo per presidiare l'igiene mentale (a partire dalla mia igiene mentale), mentre metto le mani ai miei pochi capelli.