mercoledì 8 novembre 2017

Veltroni e Renzi: la cultura e l'incultura arrogante


Ieri sono riuscito a sentire prima Renzi, poi Veltroni, in Tv. Per la maggioranza dei miei amici il primo è l'erede del secondo. Come spesso, io scrivo per contestare le opinioni consolidate, mentre taccio quando condivido perché non mi sembra utile unirmi ai cori. A me pare che Veltroni, pur con la sua cosiddetta "americanizzazione" , abbia conservato consapevolmente molto della cultura comunista che lo aveva formato. Ed è rimasto a sinistra, a differenza di Renzi che quella cultura non ha mai vissuto e capito. Veltroni ha conservato l'idea di un partito come comunità vera e come intelligenza collettiva. Il suo "buonismo" opposto al "cattivismo" renziano non è un dettaglio caratteriale, ma proprio un'idea diversissima di partito e di società. Infatti sarei rimasto in un Pd veltroniano perché lì avrei potuto cercare di far valere le mie ragioni socialiste,senza sentirmi straniero, nell'assenza perdurante di un partito autenticamente socialista, cioè capace di conservare la bussola dell'eguaglianza, senza rinunciare a sporcarsi le mani rispondendo ai bisogni immediati degli uomini d'oggi.